Quindici anni che qualcuno lo chiede

Mi serviva una cosa sola: tenere aperti due PDF affiancati e farli scorrere insieme. L’edizione italiana del mio libro a sinistra, quella inglese a destra, e la possibilità di scendere lungo il testo senza perdere l’allineamento.

Sembra una funzione che esiste da sempre. Non esiste.

Ho passato una sera a cercarla come si cerca una libreria prima di riscriversela, cioè con l’aspettativa di trovarla e la fretta di tornare al lavoro vero. Il primo posto dove ho guardato è il visualizzatore che uso tutti i giorni, SumatraPDF, che è veloce, leggero e scritto bene. La vista affiancata è stata chiesta lì per la prima volta nel 2011, e poi di nuovo, e poi ancora, in tre richieste distinte nell’arco di dieci anni. Sono state tutte respinte, e la posizione del manutentore è coerente e legittima: quel programma vuole restare quello che è.

Il secondo posto è un editor PDF commerciale molto diffuso, dove la stessa richiesta è aperta dal 2017 e non ha mai prodotto una funzione nativa. Il terzo è Acrobat, che sa affiancare due finestre come sa farlo qualunque gestore di finestre, ma non ha un blocco dello scorrimento tra due documenti indipendenti.

L’unico programma che faceva davvero la cosa era un editor che si chiama PDF Architect, e l’ho usato abbastanza da capire perché non mi bastava. Aggancia le due viste su coppie di pagine fisse, la uno con la uno, la due con la due, e per tenerle insieme segue la posizione di scorrimento grezza. Finché i due documenti sono identici funziona. I miei non lo sono: l’edizione inglese ha una decina di pagine in più dell’italiana, perché l’inglese occupa uno spazio diverso e qualche capitolo si è allungato. Dopo trenta pagine le due viste raccontano due punti diversi del libro, e tu stai facendo scorrere due documenti scollegati con la sensazione precisa di lavorare contro lo strumento.

A quel punto ho fatto il conto che facciamo tutti. Da una parte una funzione chiesta senza successo per quindici anni, il che di solito significa che è più difficile di quanto sembri o che non interessa abbastanza gente. Dall’altra un bisogno mio, quotidiano, con dentro un problema tecnico ben definito e appetitoso: la sincronizzazione non va fatta sui pixel di scorrimento, va fatta in unità di pagina, altrimenti due documenti con formati diversi divergono per costruzione.

Il 10 luglio ho fatto il primo commit.

So che è la storia più abusata del nostro mestiere, quella di chi si scrive l’attrezzo invece di adattarsi a quello che c’è. Di solito è anche una cattiva idea, perché il tempo che ci metti non torna mai indietro. La differenza, qui, è che il bisogno non era un capriccio di configurazione: era il modo in cui lavoro su tre edizioni dello stesso libro tutti i giorni, e nessuno strumento in circolazione lo copriva.

Quindici anni di richieste respinte non dicono che la funzione non serve. Dicono solo che non serviva ai programmi a cui è stata chiesta.


Ultima modifica 10/07/2026